“Mi conosco abbastanza. Se in un quadro i cattivi umori del pittore, le sue torbide malinconie, i suoi errori, le sue sfrenate ambizioni condensano e s’esprimono, state certi che la’, in quel punto, troverete la mia ombra, l’ombra del Blu.”
Con queste parole Ennio Flaiano, nel suo libro Autobiografia del Blu di Prussia, allaccia un legame profondo fra sé stesso e l’opera di un pittore, e si identifica con il colore Blu, a cui dona un corpo e un alito di vita.
Da qui traggo ispirazione per l’opera “L’ombra del Blu – omaggio ad Ennio Flaiano”, dedicata al grande sceneggiatore, scrittore, giornalista, umorista di Pescara.
Sulla tela bianca, strisce traslucide di blu di Prussia accolgono in sé e lasciano scivolare via la luce, producendo all’intorno un’ombra scura. In quell’ombra si annidano gli umori del pittore, di Ennio Flaiano, miei, del Blu. Lì prendono corpo i tormenti, la spigolosità, il pensiero critico, la passione, la voracità di spiriti che, pur senza conoscersi e senza toccarsi, si riconoscono e si fondono nell’arte.
L’ombra del Blu è un’ombra che parla, che lancia un urlo e scuote le coscienze d’intorno.